Element Logo

Whistleblowing: Qual’è la procedura per aziende private e pubbliche?

whistleblowing

Introduzione

Il legislatore, al fine di ottemperare alle Direttive Europee ma soprattutto per garantire il rispetto della legalità, ha rafforzato – con il D. Lgs 24/2023 – l’impianto della normativa relativa al whistleblowing, andando ad ampliare l’ambito dell’applicazione della norma sia da un punto vista oggettivo che soggettivo. 

In questo articolo andremo ad analizzare i principi generali previsti della norma.

Cosa si intende per whistleblowing 

Il primo aspetto da definire è cosa si intende con whistleblowing.

La parola Whistleblower in inglese si traduce letteralmente “soffiatore di fischietto”: il termine è una metafora del ruolo di arbitro o di poliziotto assunto da chi richiama e richiede l’attenzione su attività non consentite, ovvero illegali, affinché vengano fermate.

Il “whistleblower” (segnalatore o segnalante, in italiano) è quindi una persona che lavora in un’azienda (pubblica o privata) che decide di segnalare un illecito, una frode o un pericolo che ha rilevato durante la sua attività lavorativa (o, nel caso di un cliente, nel corso della sua esperienza di cliente di un’azienda).

Di conseguenza il whistleblowing è la pratica per segnalare violazioni di leggi o regolamenti o reati.

Il legislatore ha ritenuto di intervenire in tale materia al fine facilitare l’emersione di atti illeciti commessi negli enti pubblici e privati e per ottenere tale risultato ha inserito una serie di tutele per il segnalante da eventuali ritorsioni. 

Quali sono le condotte da segnalare? (ambito oggettivo di applicazione)

IL D. Lgs 24 del 10 marzo 2023, come anticipato, amplia l’ambito applicativo oggettivo della norma, cioè a dire estende le condotte illecite che devono essere segnalate. 

Pertanto dal 15 luglio 2023 gli enti pubblici e privati sono stati chiamati a prevedere dei canali che permettano di segnalare le violazioni delle seguenti normative:

Chi deve segnalare (ambito di applicazione soggettivo)

La norma si occupa, altresì, di ampliare la platea dei soggetti che possono segnalare e di conseguenza che possono godere delle tutele previste in caso di ritorsioni. 

Pertanto, oltre ai lavoratori dipendenti dell’ente possono segnalare anche:

È evidente che nelle intenzioni del legislatore Europeo prima e Nazionale poi, c’è quello di far emergere quanto più possibile le violazioni riducendo il timore di ritorsioni. 

Quali sono le condizioni per ottenere la tutela

Tutte le norme devono prevedere dei sistemi di contrappesi, di conseguenza, per evitare che l’applicazione della norma subisca delle “distorsioni applicative”, sono previsti dei sistemi che consentono di accedere alle protezioni. 

Al tal fine per evitare il segnalante deve:

  1. Avere fondati motivi nel ritenere vere al momento delle segnalazioni e che tali informazioni riguardino l’ambito di applicazione;
  2. Aver utilizzato i canali di segnalazione previsti dall’organizzazione;

Quali sono le misure di protezione

La norma in commento non troverebbe applicazione se non fossero garantite le giuste protezioni ai segnalanti, anche in considerazione della posizione di subordinazione economica dei soggetti. 

A tutela dei comportamenti ritorsivi sono stato introdotti i seguenti divieti di:

Come si segnala 

I segnalanti possano ricorrere a procedere di segnalazione interne ed esterne. 

Segnalazioni Interne

La norma prevede che i soggetti giuridici pubblici o privati istituiscano canali e procedure per le segnalazioni interne e per dare seguito alle stesse. Per il settore privato tale obbligo di predisporre un canale interno per le segnalazioni sussiste per le imprese con almeno 50. Sul punto l’Anac in data 12 luglio ha pubblicato delle linee guida. 

Le procedure di segnalazione interne devono prevedere:

Segnalazione esterne 

Al ricorrere di alcuni presupposti il segnalante può ricorrere a canali di segnalazione esterne. 

Nello specifico le denuncia può essere effettuata all’esterno quando:

Tutela dei dati personali e conservazione 

La necessaria tutela che deve essere fornita al segnalante implica una maggiore tutela e attenzione ai dati personali. 

Per tali motivi è importante osservare quanto previsto del GDPR 2016/679 in tema di:

Sanzioni 

Le Sanzioni per il mancato adeguamento al dettato normativo prevedono da parte dell’ANAC l’applicazione delle seguenti sanzioni pecuniarie: 

  1. da 10.000 a 50.000 euro quando accerta che sono state commesse ritorsioni o quando accerta che la segnalazione e’ stata ostacolata o che si è tentato di ostacolarla o che è stato violato l’obbligo di riservatezza di cui all’articolo 12;
  2. da 10.000 a 50.000 euro quando accerta che non sono  stati istituiti canali di segnalazione, che non sono  state  adottate procedure per l’effettuazione e la gestione delle segnalazioni ovvero che l’adozione di tali procedure non è conforme a quelle di cui agli articoli 4 e 5, nonché  quando  accerta che  non  è  stata  svolta l’attività di verifica e analisi delle segnalazioni ricevute;  
  3.  da 500 a 2.500 euro, nel caso di cui all’articolo 16, comma 3, salvo che la persona segnalante sia stata condannata, anche in primo grado, per i reati di diffamazione o di calunnia  o  comunque  per  i medesimi reati commessi con la denuncia all’autorità  giudiziaria  o contabile. 

Infine la norma stabilisce per i soggetti del settore privato che adottano un modello di organizzazione e gestione ai sensi del D.Lgs 231/01,  la previsione di un sistema disciplinare che applichi  sanzioni  nei  confronti  di  coloro  che   accertano   essere responsabili degli illeciti. 

Conclusioni 

La disciplina del Wistleblowing rappresenta sicuramente un grande passo in avanti dello Stato verso il rispetto della legalità e della compliance aziendale in genere. 

Tuttavia la fattiva applicazione passa necessariamente dal singolo individuo testimone dell’illecito, aspetto non secondario in un paese come l’Italia, dove voltare il capo dal verso apposto è lo sport nazionale. 

Per tale motivo, sarà necessario insistere molto sulla formazione del personale con l’obiettivo di sradicare la convinzione che chi viola le norme è più furbo e affermi la cultura della legalità.   

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *