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L’impatto delle scelte di Meta sull’utente: profilazione o pagamento?

meta e i dati per la privacy

Meta e la nota dell’EDPB sulla protezione dei dati personali 

Con nota del 1 novembre 2023, Il Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB), l’organismo sotto la cui egida si riuniscono le Autorità nazionali per la protezione dei dati personali, ha adottato una decisione «urgente e vincolante» che fa divieto a Meta Platforms, Inc., società madre di Facebook e Instagram, di utilizzare i dati personali degli utenti per indirizzare annunci pubblicitari.

Come si legge nella nota pubblicata sul sito dell’EDPB. il Comitato incarica l’Autorità Irlandese, in qualità di autorità di controllo capofila, di adottare entro due settimane «misure definitive riguardanti Meta e di imporre un divieto di trattamento dei dati personali per pubblicità comportamentale sulle basi giuridiche del contratto e sull’interesse legittimo in tutto lo Spazio economico europeo». 

La nota precisa anche che la decisione fa seguito alla richiesta dell’Autorità norvegese per la protezione dei dati di adottare misure finali in materia, che avrebbero effetto nell’intero Spazio Economico Europeo (See). Quando sono trattati dati relativi alla salute bisogna utilizzare maggiore cautela e rispettare le regole ed accorgimenti tecnici che abbiamo in precedenza analizzato, altrimenti il rischio è quello di incorrere in pesanti sanzioni e richieste risarcitorie.


Le opzioni per gli utenti di Meta 

Due settimane dopo, la decisione di Meta di offrire agli utenti due opzioni – pagare un canone mensile di 12,99€  o permettere la profilazione dei dati – ha scatenato un acceso dibattito sull’etica e sulle implicazioni per la privacy degli utenti. L’assenza di un’opzione che non coinvolge né il pagamento né la profilazione dei dati solleva domande importanti sul futuro dell’uso dei social media e sulla nostra privacy online.

Vediamo ora nel dettaglio le due opzioni proposte da Meta ai propri utenti:

1. Il pagamento mensile

L’opzione di pagare 12.99€ al mese per utilizzare la piattaforma senza profilazione dei dati può essere vista come un tentativo di preservare la privacy degli utenti. Tuttavia pone una barriera economica all’accesso ai servizi di social media, rendendo la partecipazione meno accessibile per coloro che potrebbero non potersi permettere questo canone.

2. La profilazione dei dati

Dall’altra parte, l’opzione di non pagare e acconsentire alla profilazione dei dati solleva preoccupazioni riguardo la privacy e la sicurezza delle informazioni personali degli utenti. Questo modello è stato ampiamente discusso a causa delle questioni legate all’utilizzo dei dati personali per fini pubblicitari e altri scopi commerciali.

Riflessioni sull’etica e sul futuro della privacy 

La mancanza di una terza opzione. Ciò che desta più preoccupazione è l’assenza di un’opzione che permetta agli utenti di accedere alla piattaforma senza dover pagare né acconsentire alla profilazione dei dati. Questa mancanza di scelta potrebbe costringere gli utenti a fare compromessi sulla loro privacy oppure ad affrontare costi finanziari aggiuntivi.

La situazione solleva interrogativi sull’etica delle pratiche aziendali e sull’impatto sulle nostre vite digitali. È giusto costringere gli utenti a scegliere tra la privacy e il pagamento? Dovrebbero essere offerte più opzioni che rispettino la privacy senza costi aggiuntivi? Questo solleva dubbi sul futuro del controllo degli utenti sui propri dati e sulla necessità di regolamentazioni più stringenti.

In conclusione

In un mondo sempre più connesso digitalmente, la questione della privacy online è diventata cruciale. Le scelte imposte agli utenti da piattaforme come Meta evidenziano la necessità di un dialogo aperto e trasparente sulla gestione dei dati personali e sulla protezione della privacy online.

L’equilibrio tra la privacy degli utenti e le esigenze commerciali delle aziende tecnologiche è un dibattito in corso che richiede attenzione e azione da parte di tutti gli attori coinvolti.

La scelta di Meta di eliminare la possibilità per l’utente di continuare a usare il servizio senza che i suoi dati siano utilizzati per ricevere pubblicità personalizzata a meno di dare un consenso libero, esplicito e specifico (“clear consent”) ha animato il dibattito.

La privacy ha un valore economico? La rete è ancora libera e uguale per tutti? Chi decide cosa è legale?

Il quadro giuridico europeo dovrà rispondere in fretta a tutti questi dubbi. La nostra normativa esige che la protezione dei dati sia incorporata “di default” in tutti i servizi, con il più alto livello di protezione, e nel design stesso del sistema.

Qual è il tuo punto di vista su questa situazione?

 

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