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I nuovi indicatori di anomalia pubblicati dalla UIF

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L’Unità di Informazione Finanziaria ha pubblicato in data 12 maggio 2023 i nuovi indicatori di anomalia, aggiornando il provvedimento del 2010. Dopo 13 anni, quindi, l’Autorità è tornata sul tema anche in conseguenza del mutato contesto storico profondamente mutato, che ha visto, tra le altre cose, l’introduzione di nuovi sistemi di circolazione del denaro ed la crisi dettata dalla pandemia. 

Prima di analizzare le innovazioni apportate, andiamo a definire alcuni aspetti.

Chi è e cosa fa la UIF

UIF è l’acronimo di Unità di Informazione Finanziaria organo della Banca d’Italia è istituito nel 2007 con l’entrata in vigore della normativa specifica in tema di Antiriciclaggio e contrasto all’utilizzo del sistema finanziario per il finanziamento del terrorismo ( D. Lgs 231/07). 

La funzione della UIF è quella di acquisire le informazioni riguardanti le ipotesi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo che pervengono principalmente attraverso le Segnalazioni di Operazioni Sospetta, elaborate dai soggetti obbligati. 

A seguito delle segnalazioni la UIF effettua l’analisi finanziaria e dopo averne valutato la rilevanza, invia gli elementi acquisiti agli organi investigativi e all’autorità giudiziaria per dare seguito all’azione penale. 

In altre parole la UIF collabora con l’Autorità Giudiziaria al fine di reprimere gli episodi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo. 

Inoltre ai sensi dell’art. 6 comma 4 lett. E) del Decreto Legislativo 231/07, la UIF emana e aggiorna periodicamente gli indicatori di anomalia che vengono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale.

Cosa sono gli indicatori di anomalia

Gli indicatori di anomalia sono degli strumenti predisposti dall’Autorità al fine di semplificare l’attività del soggetto obbligato nell’individuazione delle operazioni sospette. 

Seppure gli indicatori di anomalia costituiscono uno strumento di ausilio per i soggetti obbligati non devono considerarsi esaustivi né tassativi. In altre parole, il ricorrere di un indicatore di anomalia non postula necessariamente la segnalazione di parte del soggetto obbligato.

 La Segnalazione deve essere sempre il frutto di una valutazione complessiva dell’operatività del cliente da parte del soggetto obbligato.

 Al contrario un’operazione può considerarsi sospetta anche nell’ipotesi in cui non ricorra alcun indicatore di anomalia, motivo per cui è essenziale che il soggetto obbligato presti sempre molta attenzione al comportamento complessivo del cliente e alla sua operatività. 

Volendo fornire una definizione, gli indicatori di anomalia, consistono in una elencazione a carattere esemplificativo di connotazioni di operatività ovvero di comportamenti della clientela da ritenere “anomali” e potenzialmente caratterizzanti intenti di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo.

Servono ai soggetti obbligati per avere una guida in una materia che, per sua stessa natura, presenta vari profili di incertezza e discrezionalità.

Per dovere di completezza, si segnala che oltre agli indicatori di anomalia, la UIF predispone modelli e schemi rappresentativi di comportamenti anomali, che costituiscono uno strumento pratico di integrazione degli indicatori di anomalia. In altre parole, con gli schemi di comportamento anomalo, la UIF offre ai soggetti obbligati delle esemplificazioni sull’applicazione concreta degli indicatori di anomalia. 

I nuovi indicatori di anomalia. 

Dopo più di 10 anni dall’ultimo intervento, la UIF ha pubblicato in data 12 maggio 2023 l’aggiornamento degli indicatori di anomalia. 

Il documento contiene 34 indicatori di anomalia ciascuno articolato in sub-indici che hanno la funzione di esemplificare quanto previsto nell’indicatore di riferimento. 

L’obiettivo dei sub-indici è quello di fornire ai soggetti obbligati un’esemplificazione delle situazioni che possono concretamente dover affrontare nel corso della loro attività, avendo quindi a disposizione uno strumento che consenta fattivamente di stabilire la necessità di effettuare la Segnalazione di Operazione Sospetta. 

Come già visto in precedenza, l’elencazione degli indicatori di anomalia non è esaustiva, pertanto i soggetti obbligati sono comunque chiamati a valutare caso per caso. 

Al fine di agevolare la consultazione e l’applicazione, l’Autorità ha suddiviso gli indicatori anomalia come segue:

Alla luce di quanto appena evidenziato, i soggetti obbligati sono chiamati a selezionare in via preliminare gli indicatori rilevanti in base all’attività posta in essere. 

Sul punto la UIF precisa che indicatori di cui alla Sez. A) e quelli da 9 a 14 sono rilevanti per tutti i destinatari. 

Si sottolinea, tuttavia, che sebbene la UIF abbia suddivisi gli indicatori in base al tipo di attività concretamente svolta dal soggetto obbligato, alcuni indicatori possono essere rilevanti anche per più categorie di destinatari. Ad esempio in materia di crypto-assets ( cfr. n.26) l’indicatore potrebbe trovare applicazione anche per gli intermediari bancari e finanziari o professionisti, che in relazione alla concreta attività svolta, vengano a conoscenza di operazioni sospette effettuate con tali strumenti. 

A prescindere quindi dalle ipotesi trasversali sopra descritte, i soggetti obbligati sono chiamati ad individuare gli indicatori che devono essere applicati al loro settore e selezionare il sub-indice che maggiormente rileva in considerazione della concreta attività svolta.

La ricorrenza di uno o più indicatori e dei sub-indici, in linea generale comporta l’obbligo di  Segnalazione di Operazione Sospetta, salvo i casi in cui l’operatore non dimostri e giustifichi anche attraverso documenti la non rilevanza ai fini del riciclaggio dell’operosità del suo cliente. Solo alla presenza di idonee giustificazioni, l’operazione non è da considerarsi sospetta. 

La UIF precisa, altresì, che l’operazione dovrà considerarsi sospetta solo in presenza di circostanza oggettive e soggettive, che dovranno essere individuate di volta in volta dal soggetto obbligato in base alle notizie di cui dispone. L’Autorità sul punto precisa che non sono richieste indagini estranee alla concreta attività svolta dal soggetto obbligato.  

In conclusione, la UIF ha deciso di aggiornare gli indicatori di Anomalia al fine di agevolare l’attività dei soggetti obbligati, con l’obiettivo di ricevere Segnalazioni di Operazione Sospette che sia quanto più precise e dettagliate. 

Di recente, infatti, l’Autorità ha segnalato che a fronte di un ingente aumento delle SOS è stata riscontrata spesso una scarsa qualità delle stesse. Per questo motivo l’Autorità ha annunciato un piano di controlli più rigoroso, volto proprio ad accertare l’adozione da parte dei soggetti obbligati di presidi previsti dalla normativa antiriciclaggio, ponendo maggiore attenzione alla categorie di professionisti notoriamente più reticente a segnalare.  

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